sabato 31 maggio 2014

Il ponte di Caligola

Caio Giulio Cesare Germanico, detto Caligola.
In questi ultimi mesi si discute molto sulla effettiva imparzialità dei giornalisti che si occupano di politica, tuttavia la loro azione diffamatoria è quasi nulla se confrontata con le accuse che Tacito e Svetonio rivolsero alla maggior parte degli imperatori. I più bersagliati furono Caligola e Nerone, descritti come pazzi criminali, assuefatti ad ogni tipo di vizio. Tra imperatori e senatori non correva buon sangue, perciò questi ultimi si vendicarono scrivendo una storia di parte, ricca di aneddoti sanguinosi e bizzarri. Tra quelli che videro Caligola protagonista ce n'è uno, raccontato da Svetonio (70-metà II secolo), che probabilmente non è frutto della fantasia.

A sinistra il molo di Baia, a destra quello di Pozzuoli.
L'imperatore Tiberio, zio di Germanico (militare amato dal popolo romano e padre di Caligola), dovendo scegliere il suo successore, decise di adottare il figlio di quest'ultimo. Qualche tempo dopo, trovandosi a parlare con l'astrologo Trasillo, Tiberio ebbe modo di esprimergli qualche perplessità sul ragazzo. L'astrologo però gli disse di non preoccuparsi, perché Caligola "non ha maggiori probabilità di diventare imperatore che di attraversare a cavallo il golfo di Baia". Divenuto imperatore, Caligola pensò bene di mettere alla berlina l'astrologo Trasillo, perciò fece costruire un ponte di barche,  lungo tremila e seicento passi (circa due chilometri e seicento metri), che dal molo di Baia giungeva fino al molo di Pozzuoli. Terminata l'opera, Caligola andò avanti e indietro sul ponte per due giorni, ovviamente a cavallo.

domenica 25 maggio 2014

CURATOR GNOMONUM

Bruno Caracciolo (foto Marco Gradozzi)
Bruno Caracciolo è un gentile signore che conosce a fondo il funzionamento e l'ubicazione della maggior parte delle meridiane di Roma. Grazie all'associazione Roma Sotterranea abbiamo seguito Bruno in un lungo itinerario, pedalando in scioltezza lungo le strade assolate della capitale. Villa Borghese, via dei Tre Orologi, il quartiere Coppedè, viale Regina Margherita, la Città Universitaria, la chiesa di S. Maria degli Angeli ... proprio quando pensi di avere Roma in tasca, ti rendi conto che ti manca sempre qualche informazione, e finalmente capisci che non ti basterà una vita per conoscere tutto quel che è accaduto nella nostra città in quasi tremila anni di storia. Roma è questa, una città ancora tutta da scoprire.

S. Maria degli Angeli: alle 12 un piccolo raggio solare tocca la meridiana
(foto Marco Gradozzi)

martedì 13 maggio 2014

Catone e la porta

Catone, il famoso "censore", nel descrivere il rito di fondazione utilizzato dagli Etruschi, scriveva (Origines, fr.18): "... chi fonda una nuova città, ari con un toro e una vacca, e dove avrà arato costruisca le mura, dove vuole che sorgano le porte, sollevi l'aratro e lo trasporti e chiami quello spazio porta (trad. De Sanctis)". In sostanza il sostantivo "porta" prende il suo nome dall'atto di alzare l'aratro e "portarlo" più avanti.

mercoledì 7 maggio 2014

La battaglia di ponte Salario

ponte Salario nel Settecento (Piranesi)
Nel febbraio del 537 d.C. si svolse presso ponte Salario uno scontro violentissimo tra i Goti di Vitige e i bizantini di Belisario. Pochi mesi prima (10 dicembre 536) il comandante bizantino Belisario, proveniente da Napoli, entrava trionfalmente a Roma attraverso porta Asinaria (nei pressi dell'attuale porta S. Giovanni), mentre i Goti di Vitige fuggivano a Nord, uscendo da porta Flaminia (l'attuale porta del Popolo). La conquista di Roma, avvenuta sessant'anni dopo la caduta di Romolo Augustolo (476 d.C.), rendeva finalmente reale il sogno dell'imperatore bizantino Giustiniano (i Bizantini si consideravano Romani). Tra dicembre e febbraio Belisario si dedicò al restauro delle mura aureliane, in alcuni tratti molto danneggiate, mentre Vitige tornò a Ravenna. Dopo essersi riorganizzato il re dei Goti decise di riprendersi Roma. Nella sua opera di rafforzamento delle strutture difensive Belisario aveva fortificato anche alcuni ponti, e tra essi ponte Salario, un'antico ponte di epoca repubblicana (o forse addirittura più antico) che consentiva l'attraversamento del fiume Aniene. Il ponte fu dotato di una torre merlata e di due massicce porte lignee. Alla vista dei Goti la guarnigione messa a difesa del ponte fuggì, senza avvertire le milizie bizantine del pericolo incombente.

cavaliere catafratto:
cavallo e cavaliere sono
coperti da un'armatura completa
Quando il mattino seguente Belisario giunse nei pressi del ponte, i Goti lo avevano appena attraversato. Alla vista del comandante bizantino  essi cercarono in tutti i modi di abbatterlo, tuttavia, sia Belisario sia il cavallo, coperti dall'armatura, uscirono illesi dallo scontro. I combattimenti all'arma bianca proseguirono con alterne fortune fino a notte inoltrata, quando finalmente Belisario riuscì a rientrare in città attraverso porta Salaria (era in prossimità dell'attuale piazza Fiume). Fra i Goti si distinse Visando Bandalario, il quale sopravvisse alla battaglia nonostante fosse stato ferito ben tredici volte.

ponte Salario (Google Earth)

l'area della battaglia:
nel cerchio in alto ponte Salario,
nel cerchio in basso porta Salaria
(Google Earth)

lunedì 5 maggio 2014

Il Foro di Augusto

Ieri sera ho potuto finalmente assistere alla ricostruzione virtuale del Foro di Augusto realizzata dal gruppo di lavoro di Piero Angela. Lo spettacolo è all'altezza, e il livello di divulgazione accontenta tutti i palati, secondo uno stile ormai collaudato. La location è, ovviamente, straordinaria, e l'organizzazione mi è sembrata inappuntabile. L'unico neo della bella serata è stato il prezzo del biglietto: 15 euro, per uno spettacolo di 45 minuti, mi sembrano davvero troppi.

A chi volesse approfondire la storia e lo sviluppo (fino ai nostri giorni) dell'area dei Fori Imperiali consiglio senz'altro un bellissimo libro intitolato "I Fori Imperiali, gli scavi del comune di Roma 1991-2007". Il volume è corredato da planimetrie, foto d'archivio e ricostruzioni grafiche (magnifiche) dello studio InkLink.