domenica 11 giugno 2017

Il Battesimo è tornato in chiesa

La chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini
in una veduta di Van Wittel (1700)
L’unicità di Roma è testimoniata da un particolare fenomeno che ha sempre caratterizzato la sua storia artistica: colonne, statue, fontane e portoni hanno una vita propria, spostandosi da una parte all'altra della città a seconda delle necessità del momento. La più recente manifestazione di tale fenomeno ha come protagonista il gruppo scultoreo che rappresenta il Battesimo di Cristo, realizzato da Francesco Mochi (1580-1654) a metà del Seicento. 

Il Battesimo di Mochi in
S. Giovanni dei Fiorentini
(foto Marco Gradozzi)
L’opera - dopo un girovagare durato quasi quattro secoli – ha trovato da pochi mesi una collocazione stabile all'interno di S. Giovanni dei Fiorentini, la chiesa romana (all'inizio di via Giulia) dedicata al santo protettore della Nazione di Firenze. L'edificio è indissolubilmente legato ai nomi di Carlo Maderno e Francesco Borromini, entrambi protagonisti della sua realizzazione, entrambi sepolti nella navata centrale. I lavori per la costruzione di S. Giovanni dei Fiorentini furono in parte finanziati dalla famiglia fiorentina dei Falconieri. Nel periodo 1646-1649 Orazio Falconieri (finanziatore della costruzione della tribuna) commissionò al Borromini i monumenti funebri familiari (altare maggiore) e una spettacolare cappella di famiglia sotterranea (tuttora visitabile). Fu proprio in quegli anni che il Falconieri contattò Francesco Mochi, commissionandogli il Battesimo di Cristo. Nel 1655 le due gigantesche statue di Mochi (315 e 340 cm) giunsero finalmente in chiesa.

Il Battesimo di Raggi in
S. Giovanni dei Fiorentini
(foto Marco Gradozzi)
Tuttavia, dopo alcuni anni, l’erede di Orazio - Paolo Francesco Falconieri – scelse un nuovo progetto, ingaggiando un collaboratore del Bernini, lo svizzero Antonio Raggi; è suo il rilievo del Battesimo di Cristo (1667-1669) collocato sull'altare maggiore. Iniziò così il singolare percorso delle due statue di Francesco Mochi: trasportate a Palazzo Falconieri (via Giulia) restarono lì fino al 1825, anno in cui la Camera Apostolica le acquistò e il Valadier le fece collocare sulla testata di Ponte Milvio. Nel 1955 il gruppo marmoreo fu spostato a Palazzo Braschi e in seguito restaurato a causa del cattivo stato di conservazione. Oggi, finalmente, il Battesimo è tornato nella sua chiesa.

La copia del Battesimo di Mochi sulla
testata di Ponte Milvio
(foto Marco Gradozzi)

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